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sca
Autoritratto, acquerello su carta, 2001

Fin da bambino, un quasi febbrile desiderio di produrre immagini. A olio, a tempera, ad acrilico, ad acquerello. Collages, pastelli, fotografia, serigrafia, fotomeccanica, litografia... si può dire che non c'è tecnica con la quale non mi sia cimentato, pur nella ferma convinzione di non essere un artista, ma casomai un artigiano con un certo tocco. In effetti per me decorare un mobile per un amico è altrettanto soddisfacente che perlustrare le potenzilità della luce sulle orme dei divisionisti (che pure è una delle mie massime passioni, che ho perseguito con oltre cento tele in acrilico, alcune delle quali esposte a Milano alla scuola grafica Fassi Como e a Budapest alla Fék Galeria di Tamàs Kuljfai). Data l'immane produzione di acquerelli è impossibile non parlarne: lì forse è venuto fuori qualcosa di inatteso: un mondo di oggetti e personaggi grotteschi e fantastici. E poi, ovviamente, c'è il computer, che ultimamente sta divorando tutto il resto.

aggiornato 25-nov-05