
"Sushi al pesto" è un racconto giallo ambientato a Genova.
La sua stesura è avvenuta in modo molto particolare: è Scritto per e-mail, in forma di "botta e risposta", da due autori che - di volta in volta - senza informarsi sulla trama, tendevano a mettersi l'un l'altro in difficoltà, sollecitandosi reciprocamente a trovare soluzioni per l'evolversi della storia.
Ne è risultato un avvincente dedalo di situazioni, non prive di una certa perversa crudeltà, arricchite dalle "fissazioni" dei due autori: citazioni "vinatge", riferimenti letterari o musicali, oggetti, contesti e ambientazioni particolarmente evocative e spesso molto "genovesi". La storia é misteriosa e si sviluppa con una quantità indescrivibile di contrattempi, coincidenze, concomitanze, guidata dall¹io soliloquiante di Giorgio Castellani, involontario protagonista di una vicenda che ha momenti d¹azione, di tensione, ma anche piacevoli digressioni e descrizioni accurate dei bizzarri personaggi che entrano nel racconto, tutto incentrato intorno all'ambigua figura della bellissima studentessa giapponese Sanae Tzukota.
Marbert Wincatt è in realtà uno pseudonimo/pseudo-acronimo che cela due professionisti: uno sono io, l'altro è il mio amico Roberto Vincenzi, psicanalista.