Il punto di vista informatico e quello della comunicazione con consigli, suggerimenti e segnalazioni per muoversi meglio in rete.
Qualcuno mi annuncia che, per un certo lavoro, è prevista la mia collaborazione con una agenzia di pubblicità. Faccio una ricerca nel web e provo a curiosare nel sito di questa agenzia. Usando Google, trovo il sito con grande facilità; clicco sul link e mi appare un rettangolo bianco in campo nero. Nessun'altra informazione. Forse è una raffinata strategia di comunicazione: mi tengono per un po' con il fiato sospeso, poi nel rettangolo succederà qualcosa di magico. Invece non succede niente.
Mi mancherà un software? Il sito è in costruzione? Il computer sta caricando qualcosa? No. Il modem non lampeggia: avrò problemi con la linea?
Di solito, qualche informazione compare. Almeno un'iconcina che mi dice: "ti serve una versione aggiornata di qualcosa". Invece niente.
Credo che siano problemi ricorrenti: certe cose non si vedono, o non si trovano, certe altre ci obbligano a scaricare qualcosa che forse andrà in conflitto con il sistema. Il navigatore medio è afflitto da una serie di problemi, per scarsa conoscenza del mezzo, ma spesso anche perché il mezzo non funziona bene, e talvolta i percorsi non sono così intuitivi.
Mi occupo di comunicazione, e perfino di di web design, ma soprattutto sono uno dei quattordici milioni di italiani che girano in rete: ricerco immagini, statistiche, informazioni, orari, prenoto alberghi, traghetti. Faccio la spesa. Ho una certa dimestichezza con lo strumento, ma sono ben lontano dall'essere un esperto.
Così, stando volentieri dalla parte dell'utente, coinvolgo il mio amico Mario Janin, ingegnere elettronico, insegnante e "santo protettore" di tanti utenti inesperti, per una rubrica di osservazione e guida sul web. Le domande raccolte in giro sono tante. Forse banali, per un esperto, ma drammatiche e fonte di stress per anziani e neofiti.
Il tema andrebbe affrontato sistematicamente, ma ho sparso la voce, e la mia e mail si riempie: Come scelgo un motore di ricerca? Come faccio a discernere tra l'enormità di informazioni disponibili?
Perché ogni tanto mentre navigo il computer si inchioda?
E ne aggiungo una mia: possibile che non ci sia un modo di rendere disponibili a tutti, anche agli utenti meno attrezzati e aggiornati, almeno le indicazioni di base? Ma Internet non è lo strumento dell'accesso?
Le domande sono tante e non sono banali.
A volte l'esperto risponde (parlando molto veloce) con una frase criptica che contiene più acronimi che parole... E tu dici: "ah!", poco convinto. Dietro a tutte queste domande c'è la complessità.
Il problema è che per vendere tanti computer ci hanno detto che è semplicissimo usarli, più o meno come scegliere il programma "energico" o "delicato" della lavatrice, e questo è vero solo in apparenza.
Un PC è un oggetto complicato, composto da parecchi microchip ognuno dei quali contiene anche decine di milioni di dispositivi elettronici elementari, lavora al ritmo di più di un miliardo di operazioni al secondo e inoltre è collegato ad apparecchi esterni spesso costruiti da produttori diversi.
Ti stupisce molto che ogni tanto qualcosa si rompa in un'automobile composta da meno di 5000 pezzi?
Poi c'è il software che usiamo per scrivere, disegnare, tenere i conti, giocare..., quello con cui scrivo (Open Office, è gratuito e se funziona male non posso neanche protestare) è stato fatto con 7 milioni di istruzioni; per confronto ci sono circa 20000 righe in un romanzo di 400 pagine. Un refuso di stampa non ti impedisce di seguire la storia, un errore in un'istruzione o un componente elettronico non riuscito perfettamente, in qualche particolarissima condizione, non facile da prevedere, può bloccare tutto.
Quando ti colleghi ad Internet hai di fronte, anche se non li vedi, circa 160 milioni di server, cioè computer che forniscono servizi, documenti, accesso a dati.
E ci sono anche tutti i PC degli utenti che cercano, lavorano, chattano, studiano... un sistema che si avvicina a complessità biologiche e come tale cessa di essere deterministico; ad esempio quell'interessante documento che ho trovato per caso cercando dell'altro (e non ho salvato subito) non c'è più -ora che mi serve- perché? Perchè il server è fuori uso, oppure qualcuno, nel server, ha cancellato il documento, o lo ha sostituito con uno diverso, o perché il sito è fallito, o perchè una ruspa ha tranciato un cavo, oppure...
Comunque ci sono persone che continui a frequentare e ti sono simpatiche proprio perchè sono un po' imprevedibili no?
Bene, ho usato pochi acronimi, ma forse per capire qualcosa sarà necessario approfondire volta per volta, magari anche con le domande dei lettori, temi più specifici.
Allora tieniti pronto, perché nel prossimo numero parleremo dei pericoli del web.
La rubrica di analisi e consigli sulla rete prosegue con la formula "dompande e risposte". Nel mirino dei nettambuli, stavolta, ci sono i "rischi della navigazione".
Da quando si è sparsa un po' la voce su questa rubrica, i suggerimenti e le domande riempiono la mia e-mail. Ai lettori forse potrà sembrare strano, ma uno degli elementi più presenti nelle domande è la paura.
Navigare è rilassante, divertente e piacevole, ma anche rischioso. Certo, non ci sono rischi per la nostra incolumità ( a parte le permanenze troppo lunghe davanti al monitor) ma la paura che "possa succedere qualcosa" è comunque presente in molti utenti. Paura di cosa? Che qualcosa
o qualcuno, magari un hacker, "si infili" nel nostro computer mentre siamo collegati; che qualche applicazione venga occultamente inserita nel sistema, magari anche a fin di bene, per aggiornarci, per consentirci di vedere qualcosa, ma che poi questa applicazione generi dei problemi. Che il computer possa ricevere dei virus. Per non parlare poi dei pagamenti on line con la carta di credito, fatto che per molti è un vero tabù.
Come di consueto, giro le domande a Mario Janin, esperto e nume tutelare dei naviganti. Sono rischi autentici? Come difendersi? Cosa bisogna assolutamente non fare?
I rischi di cui parli non sono leggende metropolitane, è tutto possibile.
Partiamo delle modifiche fatte a fin di bene. L'utente medio non dovrebbe essere assillato da problemi tecnici, quindi le cosiddette patch (le pezze messe sui buchi del software) e gli aggiornamenti automatici del software sono una buona idea. A volte però per risolvere un problema ne introducono altri; può capitare che tutto il sistema diventi più lento per una modifica ad una funzione che non si usa mai, o quasi mai.
Credo che gli utilizzatori vorrebbero sapere quando il loro sistema che funziona abbastanza bene viene modificato, in modo da poter fare un backup dei dati prima delle modifiche. Questa è di fatto l'unica risposta concreta ai rischi: con un masterizzatore, di costo accessibile, si possono salvare i dati importanti su CD economici e duraturi, utili anche se si rompe il disco fisso.
Molti pensano che solo il browser e il software di posta elettronica si colleghino alla rete, ma gran parte del software può farlo, in maniera meno evidente: oltre alla ricerca di aggiornamenti, ci sono programmi gratuiti che caricano la pubblicità dello sponsor, programmi per sentire musica che cercano informazioni sul pezzo che ascoltiamo, programmi che regolano esattamente l'ora impostata nel nostro pc ... Non sempre queste funzioni sono disattivabili e comunicate chiaramente. Ecco perché talvolta vi ritroviamocon un calcolatore instabile o comunque diverso.
Passiamo alle intrusioni. Se non hai messo la serratura sulla porta di casa e la lasci sempre aperta probabilmente non è il caso che ti preoccupi per il tuo collegamento a internet.
Un calcolatore in rete senza protezioni ha svariate porte aperte. Quando sei collegato in rete ti viene dato un indirizzo detto IP composto da quattro numeri di tre cifre. Se qualcuno, un po' abile, si collega a quell'indirizzo può curiosare nel tuo pc. Non è detto che abbia puntato proprio te, forse sta provando indirizzi casuali per vedere se trova qualcosa, o per lasciare un software che lo avvisi quando tu sei collegato.
Perché lo fa? Ad esempio per usare il tuo calcolatore (col tuo IP) come punto di partenza per qualche azione poco pulita diretta a sistemi più importanti. Pochi sistemi operativi per i calcolatori sono stati progettati fin dall'inizio con grande attenzione ai problemi della sicurezza; molti programmatori abili e curiosi (gli hackers) ne hanno individuato i punti deboli e hanno messo in opera azioni dimostrative e in genere non distruttive per evidenziare tutte queste falle.
I responsabili sono stati così costretti a correre ai ripari con svariate patch. Solo alcuni hackers sono diventati "crackers" e hanno iniziato azioni distruttive e produzione di virus. Tra i calcolatori personali i sistemi Mac sono stati un po' meno presi di mira ma esistono i virus anche per loro.
Come difendersi? Quasi tutti ormai usano un programma antivirus, ma non tutti sanno che è indispensabile aggiornarlo ogni due settimane. Meno noti sono i programmi firewall, che risolvono gran parte dei problemi accennati.
Un firewall controlla i flussi di dati tra il calcolatore e la rete e blocca gli accessi dall'esterno non richiesti. Si può configurare in modo che lasci libero il browser e il programma
di posta ma blocchi l'altro software o che almeno chieda la nostra autorizzazione; è insomma
una buona porta di casa discretamente blindata. Ce sono alcuni gratuiti e affidabili, se pensi di
non essere in grado di installarlo e configurarlo offri una cena a un amico o amica esperta e ti stupirai di quante segnalazioni di accessi sospetti riceverai mentre navighi.
Ma il tema della sicurezza è davvero molto vasto, cosa ne dici di una seconda puntata?
La rubrica di analisi e consigli sulla rete prosegue con la formula "domande e risposte". Nel mirino dei nettambuli, ci sono ancora i "rischi della navigazione"
Giornalisti ripresi con la webcam da un occhio segreto, uffici postali inchiodati, e a seminare ancora più panico, periodiche e-mail che ci avvisano dell'arrivo di virus. Gli utenti di internet sentono sempre più incombenti i rischi di intrusioni nella privacy del pc. Intrusioni che, oltre a violare uno spazio privato e spesso molto personale, possono anche creare problemi informatici, danneggiare i dati. E questo rischio diventa ancora più alto per tutti coloro che usano il computer per lavoro. Una volta " ci si infettava" solo con qualche floppy malato, ma oggi, con la comunità informatica, il rischio del contagio è molto più alto. Alcuni sono un po' scocciati, altri sono terrorizzati. Chiediamo a Mario Janin una terapia, magari anche un pronto soccorso...
Internet non è solo un grande recipiente pieno di informazioni e non è solo un sistema per comunicare con la posta elettronica o in chat. è una rete di reti informatiche. Ci sono reti specializzate per la loro funzione, pensa ad esempio al sistema bancario o al sistema dei prenotazione delle analisi sanitarie. Queste reti sono collegate all'esterno per l'evidente necessità di scambio di dati e non sono in genere raggiungibili dal normale utente che naviga con il suo browser. Ma, nonostante le protezioni, qualcuno sufficientemente abile può curiosare e magari anche disturbarne il funzionamento.
Il recente attacco al sistema delle Poste è stato attuato con un worm che ha sfruttato alcune debolezze della sicurezza.
Tra i vari tipi di virus, il worm non distrugge dati ma fa innumerevoli copie di se stesso all'interno della macchina in cui è penetrato e in quelle ad essa collegate; queste copie si attivano ed esauriscono rapidamente le risorse di memoria e di elaborazione del sistema. Allora cosa succede? I programmi normalmente usati prima rallentano e poi si bloccano. A tutti è capitato di aprire troppe finestre e molte applicazioni e di notare il sovraccarico, che si manifesta come forte rallentamento. In tal caso basta chiudere qualche applicazione. Un worm invece non si vede e in genere non si può chiudere.
Un antivirus aggiornato è comunque una buona difesa contro i worms e altri malware.
Riguardo alla privacy qualcuno dice che se ne capisce l'importanza quando la si è persa. In effetti, un'intrusione è davvero un'esperienza spiacevole, specialmente per chi archivia dati riservati o segreti, come lettere a un'amante, bilanci poco puliti o chissà cos'altro.
Forse chi per molti anni ha lavorato sul suo pc senza nessun collegamento in rete tende a fidarsi un po' troppo, lo considera un po' come un quaderno dei conti, un diario che si può chiudere nel cassetto o come una cassaforte dove si tengono documenti importanti.
Molti pensano che i documenti cancellati e eliminati dal cestino siano veramente distrutti come quelli ridotti a striscioline. Non è così, e con il pc in rete qualcuno potrebbe farsi delle belle risate. Non ci sono solo i testi di cui possiamo essere gelosi: se un programma estraneo entra nel pc potrebbe registrare tutto ciò che battiamo sulla tastiera (anche le password che usiamo), prelevare la nostra rubrica con gli indirizzi degli amici, la lista dei siti che abbiamo ultimamente visitato e avere una bella panoramica dei nostri orari e delle nostre abitudini...
Se nel pc c'è del materiale sensibile, è bene pensarci: oltre al firewall, comunque indispensabile, c'è la possibilità di usare la crittografia, terreno di scontro tra ottimi cervelli e campo di applicazione di raffinate tecniche matematiche.
Lo stesso discorso vale naturalmente per la posta elettronica (ma anche per quella ordinaria). Non c'è garanzia di segretezza, neanche se ci sforziamo di inventare una password tipo ¥p1pp0‰ alla nostra casella di posta.
In rete ci sono siti che forniscono le liste delle password più usate nei vari paesi del mondo, e opportuni programmi possano provarle molto velocemente.
Per approfondire l'argomento molto esteso, vale la pena di segnalare qualche sito da cui partire per informazioni e curiosità. Per prima cosa un ottimo testo di carattere generale su Internet scritto da Marco Calvo, si trova su Liber Liber:
www.liberliber.it/biblioteca/c/calvo/index.htm (in libreria c'è l'ultima edizione). Su Liber Liber bisogna dare un'occhiata anche alle centinaia di volumi di ogni genere disponibili, è una vera miniera.
Informazioni su antivirus e firewall, anche gratuiti, si trovano sul sito della rivista Pc Professionale :
pcpro.mytech.it/pcpro/sicurezza_virus/ home_sicurezza_virus.jsp
e anche su www.zdnet.it seguendo il canale antivirus.
Inoltre quasi tutti i produttori di antivirus offrono sul loro sito una enciclopedia specifica.
Poi alcuni siti dall'aspetto un po' spartano come i vecchi terminali: fondo scuro, caratteri verdi, poche immagini, ci sono informazioni molto tecniche, ma ci sono anche tante storie di persone che si sono calate per davvero nella rete a esplorare cunicoli, anfratti e spazi virtuali descritti e immaginati da scrittori di fantascienza e cyberpunk.
Ad esempio sicurezzaweb.too.it, www.sicurezzanet.com/, www.spaghettihacker.it/.
Se da questi siti si inizia a seguire una serie di link, ci si può trovare anche su siti un po' particolari, con software "piratato", liste di password per entrare in siti a pagamento e altre facezie del genere.
Si può anche arrivare in qualche sito trappola che non ti fa più uscire. In tal caso bisogna resettare il pc. Non bisogna stupirsi se l'antivirus segnala che qualche pagina contiene virus o simili.
Può essere interessante anche curiosare su www.phrack.com, una storica e seria rivista hacker.
Ma tornando a siti più regolari, www.vivoscuola.it/sos/policy.asp fornisce una serie di indicazioni semplici per un uso tranquillo della rete.
Se in un motore di ricerca si inserisce "Dario Forte" si trova una notevole serie di articoli accurati e comprensibili di questo signore che lavora nella Guardia di finanza ed è un grande esperto di sicurezza.
Una serie di documenti sulla crittografia ben fatti ma non proprio per novellini sono su www.html.it/crittografia/crittografia_01.htm;
Testi che trattano del PGP o "Pretty Good Privacy", uno dei programmi più usati, sono reperibili all'indirizzo: www.html.it/crittografia/crittografia_10.htm.
Comunque, prima di crittografare tutto il disco fisso, è meglio invitare a cena un amico esperto e farsi dare qualche consiglio.
Nota: gli indirizzi segnalati sono attivi al 15/2/03.
Tutti usiamo i motori di ricerca, spesso con buoni risultati, qualche volta senza successo. Forse quello che cerchiamo non c'è, o forse potremmo cercare meglio.
Oggi li diamo per scontati. Accendiamo il computer, ci colleghiamo, digitiamo qualcosa e troviamo
tutto, o quasi, grazie ai motori di ricerca. Eppure la loro attività, a ben pensarci, è qualcosa di enorme: un finder che gira per noi in tutto il mondo a cercare qualcosa su nostra richiesta, perlustrando migliaia di siti, analizzando milioni di parole. Si tratta di servizi di un'utilità enorme, molto maggiore di quello che è un indice per un libro, o l'ordine alfabetico per un'enciclopedia. Si tratta di veri pilastri della rete, senza i quali internet non sarebbe quello che è.
E, forse, saperne qualcosa di più, con il consueto aiuto di Mario Janin, ci aiuterà a stupirci un po' di più per le possibilità che ci vengono offerte, e magari anche ad essere un po' più abili, o più veloci nella ricerca.
I calcolatori sono stati sempre molto efficienti nella gestione di grandi quantità di dati. La presenza di un indice in una enciclopedia non è certo una novità. È naturale che siano stati organizzati dei sistemi informatici specializzati per la ricerca nella vasta, ridondante, poco strutturata massa di informazioni in rete.
Dai primi (Archie e Veronica) che permettevano di cercare solo tra i titoli dei documenti, si è passati in pochi anni a motori di ricerca che indicizzano tutte le parole dei testi, con un peso diverso a seconda della collocazione (titoli, inizio del testo, parole chiave) e che forniscono risultati selezionati in base a criteri logici anche molto complessi.
Ci sono due tipi di sistemi di ricerca, gli indici per categoria gestiti da redattori e quelli di tipo analitico basati su programmi (spider o crawler) che raccolgono automaticamente le informazioni. I primi forniscono risultati in genere più affidabili essendo selezionati da esperti, anche se attualmente molti siti vengono inseriti a pagamento. L'uso degli indici per categorie, o directory, richiede una certa pratica: non è sempre facile individuare in quale sub - sub - sub categoria è collocato l'argomento che ci interessa. Il più ampio è www.yahoo.com .
Gli indici basati sui programmi spider sono sicuramente i più innovativi e lasciano stupefatti per la loro portata. Uno spider setaccia la rete passando attraverso una catena di link e mette in relazione TUTTE le parole, immagini e altri media contenuti nelle pagine con i loro indirizzi.
Indipendentemente dalla validità dei contenuti, un sito può essere indicizzato nel giro di qualche
settimana, un modesto pagamento velocizza la visita dello spider.
Nessun sistema ha indicizzato tutto il contenuto della rete. Google, forse il più usato attualmente, ha circa due miliardi di indirizzi, ma la rete è più grande e per una ricerca efficace conviene usare più di un motore. Attenzione però, i risultati di pochi spider vengono concessi in uso a vari motori di ricerca; è inutile quindi consultarne due che usano di fatto gli stessi dati. Per una ricerca in siti italiani una buona combinazione può essere arianna.libero.it (motore FAST) e www.virgilio.it (motore Google); per una ricerca su tutto il web si può usare www.google.com (motore proprio), www.altavista.com (motore proprio), www.alltheweb.com (motore FAST).
Ci sono poi molti metamotori, siti di interfaccia che inviano la richiesta ai principali motori veri e ricompongono i vari risultati eliminando (non sempre) i doppioni. Si può provare www.metacrawler.com, www.mamma.com o www.ilmotore.com.
Chi usa ingenuamente un motore ottiene in genere una risposta con migliaia di siti, aggiunge qualche parola per restringere la rosa dei risultati e ottiene un messaggio tipo "nessun risultato per la ricerca". Da studi autorevoli risulta che la maggior parte dei navigatori dedica pochissima attenzione ad impostare la ricerca e molto tempo per esaminare una gran quantità di documenti inutili.
Qualche suggerimento può migliorare la ricerca, come provare vari motori e scegliere quello che presenta pagine soddisfacenti nelle prime posizioni, su questo motore cercare una pagina di aiuto (ricerca avanzata) per ottimizzare la ricerca. In generale si tratta di capire come richiedere la presenza nel testo di alcune parole eventualmente vicine tra loro, oppure l'esclusione di una parola, oppure ancora con la presenza di una frase esatta. Si possono impostare delle richieste logiche formali con operatori "and" "or" e "not", quasi tutti i motori facilitano questo compito se si accede alla ricerca avanzata.
Superate le piccole difficoltà tecniche di uso del motore è utile pensare con calma quali parole, oltre le prime ovvie che vengono in mente, possono significativamente identificare l'argomento che cerchiamo e altri documenti ad esso correlati. E' incredibile come svolgere intelligentemente questa operazione renda più proficua la ricerca.In ogni caso, i motori di ricerca presentano un effetto collaterale interessante: tra i risultati possono comparire pagine che soddisfano il nostro criterio formale di ricerca anche se non c'entrano niente con le nostre aspettative; a volte sono pagine interessanti nelle quali non saremmo mai andati di proposito e che sono un po' un regalo inaspettato.
Chi vuole una panoramica dell'argomento motori di ricerca con molte informazioni informazioni può consultare il sito www.motoridiricerca.it.
"Salvate quella bambina!" Tra gatti bonsai e virus informatici, tra vero e falso, la storia delle email più raccappriccianti, più tristi, più spaventose che girano in rete.
Quasi tutti si ricorderanno qualcuna delle leggende metropolitane che circolavano qualche anno fa:
gente che ritornava dalle vacanze ai tropici con un simpatico cagnolino che poi scopriva essere un
colossale topo; la ragazza che faceva l'autostop dimenticando la borsetta in macchina e che poi era
morta da dieci e più anni, la baby-sitter che metteva il neonato in forno.
Forse pensavamo di essercene liberati. Invece ritornano, più forti e più assurde che mai, con il
sostegno delle nuove tecnologie. Sarà capitato a molti, se non a tutti quelli che hanno una casella
email, di ricevere messaggi del tipo: " salvate questa bambina"; oppure: "attenzione: virus letale. Se ricevete una email con un allegato che si chiama...".
Per non parlare poi delle più clamorose: girava l'indirizzo di un sito dove si vendevano "gatti bonsai", animaletti cresciuti in albanelle di vetro e venduti con il kit per farli sopravvivere in quelle condizioni.
La cosa più pericolosa riguardo a queste notizie, spesso false, è che si mescolano a quelle vere, e quindi generano una incredulità di base, che poi è quella che ci spinge a non far "girare" una catena di lettere, che magari,al contrario, è davvero di importanza vitale.
Quindi il danno che producono queste "bufale on line" è enorme, anche se in origine, qualche volta, sono solo burle di mattacchioni.
Quella dei gatti bonsai era una presa in giro, ma quella degli orsi cresciuti in gabbia e torturati per la fermacopea cinese era vera. E forse la diffusione della notizia in internet ha dato una mano affinché si attivassero organismi internazionali.
Decine di lettere terrorizzanti sui virus sono false (vengono chiamate hoax), ma l'email che allertava sul virus "I love you" ha salvato parecchi hard disk.
Come destreggiarsi in un mondo dove il confine tra vero e falso sembra invisibile?
Se non vogliamo cadere nella diabolica tentazione di "non credere più a niente", e se vogliamo continuare a usare la rete pensando che possa essere anche uno straordinario e utilissimo sistema di
comunicazione, dobbiamo poter capire meglio. Avere più elementi per credere o non credere.
Intanto, possiamo leggere attentamente la lettera, e verificarne la coerenza. Recentemente una di
queste email parlava di una bambina leucemica, ma nella lettera si leggeva: un male terribile ha colpito il cervello di questa bimba.
La lettera sembrava vera, alla fine c'erano anche dei nomi e dei numeri di telefono di un presunto
Istituto di Roma. Abbiamo telefonato, ricevendo da una segreteria telefonica la conferma che si trattava di una bufala.
L'assenza di nomi, riferimenti di aziende, indirizzi espliciti deve già metterci un po' in allarme. (anche se a volte, quando c'è, il destinatario finale è un ambiguo "collezionista" o un mercante di indirizzi).
Se qualche segreto sponsor regala dieci centesimi per ogni email che noi facciamo circolare, dobbiamo chiederci come mai questo sponsor non si fa conoscere, come fa a sapere quante email vengono mandate, e altre cose di questo tipo.
Possiamo indagare un po', utilizzando i motori di ricerca. Trovare qualche informazione sul presunto mittente, sull'oggetto della lettera. Ci sono poi i siti dedicati espressamente alla raccolta e alla catalogazione delle bufale. La scelta è ampia. Vale la pena di segnalare:
http://www.attivissimo.net http://www.voicebuster.it http://leggende.clab.it
http://hoaxbusters.ciac.org
Altre notizie sono raggiungibili direttamente a questi indirizzi:
http://www.navigabilis.com/arlington.html http://www.clab.it/cp/leggende/tipicatene.htm
http://spazioinwind.libero.it/sgas/chainletters.htm
Se poi l'interesse sul fenomeno cresce, e se magari si vuol sentire cosa ne pensa la gente, si può dare un'occhiata al newsgroupit.discussioni.leggende.metropolitane. (http://new.newsland.it/nr/thread/it. discussioni.leggende.metropolitane/)
Navigando alla ricerca di editori e libri per bambini e per ragazzi. Un viaggio mediatico nel "mare web", con pochi approdi e qualche tesoro (quasi sommerso).
Fino ad oggi la nostra rubrica ha affrontato il tema di internet esaminando argomenti molto generali: le intrusioni clandestine, le bufale, i motori di ricerca.
Dopo aver volato un po' come falchi osservando Internet dall'alto, proviamo a piombare su una preda. Obiettivo della ricerca: editoria per l'infanzia, libri per ragazzi. Affrontiamo questa ricerca come un utente qualunque, perlustrando come chi non ha conoscenze specifiche né del web né dell'argomento.
Vogliamo verificare cosa c'è in primo piano, che cosa si trova con maggiore facilità. Vogliamo individuare quali editori sono meglio rappresentati, più accessibili; quali realtà emergono a un primo sguardo.
Cominciamo con Google, con la frase "libri per ragazzi". Il primo sito che compare è un sito a pagamento della Bol.com (Gruppo Mondadori) e propone vendita on line. Il secondo è il sito di Newton, una rivista scientifica del gruppo RCS, che ha una pagina dedicata a libri scientifici per ragazzi. Il sito ci "dirotta", volendo, su IBS (Internet Book Shop Italia), un'altro portale di acquisto on line. Poi compare nuovamente Mondadori con un sito specifico di editori per ragazzi: ha un aspetto abbastanza gaio e creativo nella pagina iniziale, sembra un sito per ragazzi, ma successivamente una "ricerca per argomenti" non troppo agevole ci porta alle schede dei libri e ai dati che sono archiviati in modo convenzionale. Dopo un difficile ritorno all'homepage (attraverso la mappa del sito), torniamo ai risultati della ricerca per trovare altri supermercati virtuali di libri, più o meno specifici, ma mai esclusivamente diretti a segmento di editoria che stiamo cercando.
Il sito www.Juniorlibri.it, prima realtà non espressamente commerciale che troviamo propone un
ventaglio molto ampio di informazioni: un'interessante ricerca di biblioteche per ragazzi, e una notevole quantità di link, alcuni decisamente interessanti, come quello verso www.filastrocche.it, sito effettivamente (anche se non esclusivamente) navigabile anche dai bambini. Tra le cose interessanti, il sito offre anche i risultati di una analisi europea sui bambini nel web.
Bisogna arrivare intorno alla decima postazione (le posizioni cambiano frequentemente) per individuare siti espressamente di case editrici, (Fabbri, Hoepli) le quali hanno collane per ragazzi. Ma,almeno di primo acchito, non ci si presenta nessuna editrice specializzata.
Inseriamo le parole "editoria" e "infanzia": si trova un indice di editori per ragazzi (dmoz.org open directory project), che contiene alcuni link verso i siti di alcune case editrici in ordine alfabetico. Non ci sono siti creati apposta per bambini, fatti per essere visitati da bambini o ragazzi. Sono tutti, o quasi, con interfacce molto professionali, in alcuni casi anche molto ben funzionanti, ma pensate per insegnanti, per bibliotecari, per addetti ai lavori. Un po' come se la scelta dei libri dovesse sempre passare per un adulto. E se questo è vero nella gran parte dei casi, forse sarebbe interessante che si sviluppassero maggiormente interfacce più gestaltiche e più intuitive, finalizzate proprio al dialogo con i destinatari finali, i veri lettori.
Digitando nella ricerca "editori per ragazzi" si trova www.liberonweb.it/varie/editori.htm. Un dettagliato elenco di editori, con ricerca per categorie, tra le quali l'infanzia è individuabile solo come una delle molte opzioni disponibili.
Con una ricerca "per argomenti" su Supereva, nessuno dei due percorsi possibili "Arte, cultura e scienza" oppure "istruzione e formazione" ci conduce a qualcosa che riguardi la nostra ricerca.
La "ricerca per categorie" sul motore it.dir.yahoo.com, seguendo affari e economia, prodotti e servizi per il consumatore, editori, per bambini, mostra una decina di collegamenti: il primo è l'editore per ragazzi "Dami" (www.damieditore.it). La pagina iniziale si presenta adatta ai bambini, ci sono alcune fiabe (in formato pdf, leggibili solo con Acrobat Reader). Alcune pagine non sono aggiornate e altre non sono neppure visibili.
Il secondo è "Editoriale scienza" (www.editscienza.it), il sito si presenta con una certa coerenza, è
aggiornato, la disposizione è abbastanza chiara, ci sono alcune iniziative interessanti come il Club
della scienza e le animazioni scientifiche in varie città.
In www.virgilio.it, seguendo le categorie Arti e lettere, letterature, generi, ragazzi, si arriva ad un centinaio di indirizzi, in gran parte siti di appassionati di fiabe.
Seguendo invece: Siti aziendali, cultura arte editoria, case editrici, si accede ad un elenco di più di mille siti tra i quali laboriosamente si trova anche qualche editore per l'infanzia.
I siti degli editori specializzati ci sono, ma non è facile trovarli. Questo fatto evidenzia che c'è scarsa attenzione ad essere indicizzati nei motori di ricerca e nelle categorie. Eppure è un'operazione semplice: basta un uso accurato delle parole chiave e un contratto di costo ragionevole con uno o più motori di ricerca.
Raramente i siti incuriosiscono il potenziale lettore bambino, o ragazzo: non si vede quasi mai cosa c'è dentro il libro, quali sono i personaggi, non ci sono mai file audio con la registrazione di qualcuno che legga una storia o reciti una poesia.
Insomma, ad un primo sguardo nella Rete l'aspetto commerciale sembra essere preponderante su quello informativo e culturale. E sembra che certi siti siano fatti solo per rispondere all'esigenza di essere presenti in rete, senza grosse aspettative.
I bambini sono molto sensibili alla pubblicità televisiva, ma molte cose stanno cambiando: potrebbe essere utile investire nella realizzazione di siti attraenti e stimolanti con tutti i vantaggi dell'interattività, per invogliare all'uso del libro.
I siti che si trovano, in genere, mostrano progettazioni un po' carenti, spesso statiche, da catalogo; prima o poi saranno sfruttate le potenzialità di internet. Nell'attesa si potrebbe pensare a siti a due versioni: una per chi ha bisogno di cataloghi, codici, prezzi e una per chi ha bisogno di mettere all'opera la sua curiosità, adulto o bambino che sia.